TRASPORTI FREZZOTTI - ANKON VOLLEY: 2-3
ANKON VOLLEY: Balzani, Spagna Musso, Antinori, Bizzarri, Fiorentini, Pasquini, Chiarini Romiti, Rumori, Marzioli (L), All. Meschini
TRASPORTI FREZZOTTI: Bartolini, Belcecchi, Bratti, Camus, Giancamilli, Luciani, Masiello, Morichelli, Santini, Tonti, Rotoloni (L)
Arbitro: Mazzoli
Parziali: 26-28, 25-13, 25-15, 19-25, 12-15
Belvedere Ostrense, 21/01/2012 – Studiosi del comportamento umano sostengono che nei momenti drammatici ogni individuo tiri fuori il meglio o il peggio di se stesso; in altre parole venga fuori la vera essenza della persona. Solo così si spiega come mai il capitano di una nave che affonda, con tutte le sue competenze, sia il primo a scappare ed un giovane animatore di 21 anni, con tutta la sua inesperienza porti in salvo i bambini affidatigli prima di pensare alla sua sicurezza. Personalmente concordo con questa tesi anche se, essendo un inguaribile ottimista, ritengo che ciò che emerge in quei momenti non sia la vera essenza bensì l’essenza prevalente, ma non immutabile, in quella fase di sviluppo del percorso umano.
Essendo in ambito sportivo, parlare di momento drammatico è fuori luogo, ma per l’Ankon il momento è sicuramente molto difficile e la risposta della squadra a Belvedere è stata superlativa.
Credo che non sia corretto fare delle classifiche di merito e questo non perché la prestazione di ogni singolo sia stata superlativa; anzi ad onor del vero la fredda analisi dei numeri o del video ci porterebbe a dire che alcuni atleti hanno disputato una partita al limite della sufficienza, ma nonostante ciò il loro contributo è stato ugualmente straordinario. Come si giustifica una prestazione individuale appena decente con un contributo alla squadra straordinario?
Qui viene fuori il tormentone di ogni squadra: l’atteggiamento. Ma cosa diavolo è l’atteggiamento?
Vorrei fare un esempio culinario. Posso avere a disposizione degli ingredienti base di qualità pregiatissima ma se non uso i tegami adatti, se non capisco i momenti in cui mettere la massima attenzione nella cottura ed i momenti in cui posso distrarmi, se non rispetto razionalmente determinati processi di lavorazione, se non coinvolgo tutta un equipe nella preparazione, se non ci metto anche un pelo di spregiudicatezza ed infine se non creo quel sugo che amalgama il tutto, il risultato finale sarà modesto; per contro se gli ingredienti sono di media qualità ma c’è tutto il resto il risultato sarà molto buono. Poi se anche un solo ingrediente è di alta qualità il risultato sarà straordinario. Credo che nel volley sia importante saper fare molto bene i singoli fondamentali, ma se un’atleta non distingue i momenti in cui è necessario rischiare da quelli in cui è sufficiente buttare la palla nel campo avversario, se non capisce che potrebbe anche andar male nel fondamentale che preferisce ed in questo caso attrezzarsi per fare meglio il resto, se non trova riscontro concreto ad avere l’aiuto dei compagni, nei momenti di difficoltà, e viceversa, se non prova gioia nel fare bene le cose in quanto a beneficiarne è in primo luogo la squadra e solo in secondo luogo il suo ego, se non trova quell’equilibrio tra la legittima aspirazione di ogni atleta ad esprimersi ed il rispetto rigoroso delle direttive tecniche, e …..potrei andare avanti ancora a lungo negli esempi, noi dirigenti saremo responsabili di aver costruito solo dei bei potenziali giocatori ma inutili per un progetto di squadra. Gradirei che quanto detto sia un momento di riflessione per noi dirigenti e per tutto lo staff tecnico.
Per concludere gli UOMINI ANKON a Belvedere hanno mostrato in positivo quanto sopra descritto ecco perchè la prestazione della squadra è stata superlativa. Complimenti a tutti , atleti e staff tecnico in primis.
(Antonio De Luca)










