ANKON VOLLEY - A.S.D. FALCONARA VOLLEY: 3-0 (25-23, 25-16, 25-15)
ANKON VOLLEY: Balzani, Chiarini, Spagna Musso, Antinori, Catucci, Bizzarri, Fiorentini, Pasquini Romiti, Rumori, Marzioli (1° l), All. Meschini
A.S.D. FALCONARA VOLLEY: Bucciarelli, Domesi, Gherlantini, Manfroni, Massaccesi, Matteucci, Mosca, Principi, Rossi, Saracini (L)
Arbitro: Olmeda
Ancona, 28/02/2012 – A distanza di 7 giorni l’Ankon si ripete con una prestazione da incorniciare. Partita vera solo nel primo set dove le squadre sono state a braccetto e conclusosi con l’errore al servizio di Manfroni, peraltro il migliore dei suoi. Per il resto, tolto qualche impennata d’orgoglio dei falconaresi, è stato un monologo dei dorici che hanno prevalso in tutti i fondamentali, in particolare modo battuta e ricezione, e dove la diagonale Romiti – Balzani ha creato problemi insormontabili ai falchetti.
Strana squadra quest’Ankon targata 2011/2012 in grado di conquistare 9 dei 14 punti totali contro le 4 squadre che parteciperanno ai play off promozione e solo 5 contro le 3 squadre che parteciperanno ai play out. I numeri confermano le idee che i dirigenti avevano sul team allestito in questa stagione: una squadra in grado realmente di battere se non tutti la maggior parte delle squadre, ma anche di subire da tutti. Mi sono posto il quesito da cosa possa dipendere questa volubilità che ha entusiasmato dirigenti e spettatori nelle ultime prestazioni come li aveva abbattuti nelle occasioni precedenti. Certo la giovane età della squadra aiuta prestazioni altalenanti; è tipico dei giovani in tutte le loro attività, non solo in quella sportiva, passare da momenti di esaltazione a momenti di profonda delusione e guai se non fosse così. Ma non penso che questo fattore spieghi tutto. Credo infatti che si stia iniziando a raccogliere i frutti di un percorso culturale, cominciato a inizio stagione e mi sembra condiviso dagli atleti, su cosa è basilare fare per provare a vincere, sui ruoli dei singoli e sulle responsabilità da prendersi. Andiamo con ordine cosa è fondamentale fare per provare (non necessariamente riuscire) a vincere? IL SERVIZIO. Certo la serie impressionante di servizi vincenti di Balzani è nella mente di tutti i presenti all’incontro; ma ricordo una serie di servizi “fastidiosi” di tutti gli altri componenti della squadra che hanno messo in seria difficoltà la ricezione avversaria, come anche una serie di servizi “innocui” fatti però nel momento giusto, ossia quando gli avversari erano in confusione e stavano sbagliando già del loro.
Secondo punto il ruolo dei singoli. Mi sembra che si stia iniziando a capire che alcuni atleti hanno il dovere di caricarsi di maggiore responsabilità, per capacità, miglior approccio al match e ruolo che rivestono, e pertanto è opportuno che si prendano anche maggiori rischi, il che non significa fare dei gesti insensati. A tal proposito mi piace ricordare alcuni attacchi sulle poche palle imprecise arrivate ai terminali offensivi gestite in maniera estremamente intelligente e proficua dagli stessi.
Altri hanno come compito primario di sbagliare poco ma di mettere in difficoltà gli avversari, come compito accessorio quello di fare punti. La presa di coscienza e la diligente applicazione del proprio ruolo, ad iniziare dagli allenamenti, rende 12 giocatori una squadra forte, come quella vista nelle ultime due gare.
Fra due settimane iniziano i play out e al di là delle vittorie, che sicuramente fanno punti e quindi morale, è fondamentale per il giovane tecnico Meschini continuare a lavorare, se condivisi, sugli aspetti sopra evidenziati.
(Antonio De Luca)